venerdì 1 giugno 2007

Che Drago!!!



Bello il discorso di Draghi... peccato che per avere Draghi e la nuova (funzionante) Banca d'Italia, il "fuoco" lo ha dovuto sputare la solita Italia degli scandali... a colpi di magistratura su fazisti e furbetti del quartierino...
Invece l'ondata qualunquista sui privilegi dei politici non è bastata... :( Ci voleva anche la magistratura... dato che ormai l'unica forma che fà andare avanti la baraccaItalia è quella dello scandalo & magistratura!
Davanti a questo pessimismo della ragione che non può che essere attratto dall'antipolitica, c'è comunque l'ottimismo della volontà di questo Draghi che in perfetto stile anglosassone ci ha esposto un discorso veramente condivisibile...

Ecco il pezzo riguardante istruzione università e ricerca:

[...]
L’istruzione si conferma al primo posto fra i campi dove un cambiamento forte è necessario. La bassa collocazione del nostro sistema scolastico nelle graduatorie internazionali ha una caratterizzazione territoriale che merita attenzione. Al Sud i divari nei livelli di apprendimento sono significativi già a partire dalla scuola primaria, tendono ad ampliarsi nei gradi successivi: un quindicenne su cinque nel Mezzogiorno versa in una condizione di "povertà di conoscenze", anticamera della povertà economica. Il ritardo si amplia se si tiene conto dei più elevati tassi di abbandono scolastico. L’esistenza di un divario territoriale così marcato mostra che il problema non sta solo nelle regole, ma anche nella loro applicazione concreta.
In Italia il reclutamento dei docenti, la loro distribuzione geografica e fra le diverse scuole, i percorsi di carriera sono governati da meccanismi che mescolano, a stadi diversi, precarietà e inamovibilità. La mobilità ha scarso legame con le esigenze educative, con meriti e capacità: ogni anno più di 150 mila insegnanti su 800 mila cambiano cattedra in un travagliato percorso di avvicinamento alla posizione desiderata.
Pesa il ritardo nello sviluppo di un efficace sistema di valutazione delle scuole, che nell’esperienza degli altri paesi appare indispensabile complemento dell’autonomia scolastica. Per cambiare la scuola italiana si deve muovere dalla constatazione dei circoli viziosi che la penalizzano, disincentivano gli insegnanti, tradiscono le responsabilità della scuola pubblica. I problemi nascono qui, non da una carenza di risorse per studente destinate all’istruzione scolastica, che sono invece più elevate in Italia che nella media dei paesi europei.
Ancor più diretto e immediato, per un’economia avanzata, è il contributo allo sviluppo dell’università. Alcuni importanti interventi degli anni passati, dall’autonomia finanziaria alla valutazione della qualità della ricerca, attendono di essere portati a compimento. L’allocazione dei fondi pubblici dovrebbe privilegiare il finanziamento diretto degli studenti meritevoli e meno abbienti. Gli atenei dovrebbero potersi fare concorrenza, nell’attrarre studenti e fondi pubblici, con la qualità dei loro docenti e ricercatori, selezionati in base alla reputazione e remunerati di conseguenza.
[...]

Lo condividete?

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Condivido Draghi, ma non posso fare a meno di notare come sono sempre tutti bravi a dar indicazioni sacrosante agli altri.Draghi pensi a portar fuori la sua banca dal connubio con politici e meneghini di ogni sorta, e dopo venga a dar direzioni ad agli. Faccio notare che le stesse cose che dice Draghi le si odono da anni da parte di milioni di persone comuni.

forerunner ha detto...

Secondo me lo stà già facendo.

Scusa quali sono queste persone comuni a cui ti riferisci? Io vedo solo un gran ritardo culturale sui temi di università e ricerca.

Anonimo ha detto...

ti basta farti un giro sulle migliaia di blog sulla rete. Trovi centinaia di proposte e migliaia di proteste. Tutte cose che Draghi ha ripetuto paro paro.

forerunner ha detto...

Migliaia!! :o
Ci saranno una decina al max 15 di blog a riguardo... e di questi quelli in cui si vedono pareri favorevoli alla linea "liberal" x l'università condivisa da Draghi, saranno 3 o quattro. Cmq molti dei pareri che si leggono, arrivano da "cervelli in fuga" all'estero.

In realtà pochissimi sono favorevoli a ciò che a detto Draghi su univ/ricerca, a partire da CUN/CRUI che sarebbero le prime a buscarne, scendendo su ordinari, associati etc. ma anche precari e studenti. La cosa buffa è che vittime e carnefici del mondo universitario sono paradossalmente d'accordo.

La sinistra poi, è allo sbando e evita di parlare o proporre... vedi Mussi.

Anonimo ha detto...

appunto. Le stesse cose che si sentono da anni. Dette e stradette. Ma ogni volta che Draghi/Prodi/PimPumPam le dicono, tutti a fare oohhhh.
Gli italiani soffrono di memoria corta, ecco perche' si parla delle stesse da almeno 10 anni senza risolvere alcunche'. auguri.

Angelo ha detto...

Lascia perdere. Riguardati cosa ha fatto Draghi con Prodi negli anni Novanta e poi ne riparliamo.

Facile fà i froci cor culo dell'artri, diceva quello...

Inoltre, farebbe bene a guardare all'interno di Bankitalia, come è (dis)organizzata, e quanto sia effettivamente competente ed autonoma.

forerunner ha detto...

Posta pure qualche link a riguardo se conosci qualche malefatta di Draghi.
Altrimenti il discorso rimane troppo vago.

Una cosa cmq è certa la Bankitalia di Draghi è meglio di quella di Fazio.

forerunner ha detto...

Vero,
anche Draghi ha il suo scheletro.
Grazie dell'informazione, Angelo:

Il Draghetto (me lo sono fatto un pò scadere) era:
"era direttore generale del Ministero del Tesoro e, come presidente del Comitato per le privatizzazioni, guidò il processo di svendita, oltre che di Telecom, di Enel, Eni, IMI, Comit, BNL e tutto il sistema bancario italiano."

C'è chi dice che prese l'ordine con un documento scritto (che poi scomparse misteriosamente) da D'Alema...

Maledetti... sempre i soliti al potere... LOBBY malefiche.